Floris, un’app di comunità. La creatività digitale per contrastare le povertà educative

Parlare di app rimanda spesso a storie di successo: grandi imprese, geni dell’informatica, milioni di dollari. Alle volte si può parlare di app anche più in piccolo: un centro di educazione ai media, alcuni studenti e molto entusiasmo.

Questa breve storia nasce all’Istituto Comprensivo J. Linussio di Paularo. Qui tra le Alpi Carniche, un gruppo misto di atelieristi e informatici del Centro Zaffiria, capofila del progetto nazionale E se diventi farfalla, ha organizzato una settimana di laboratori tra arte e tecnologia a tema fiori e insetti. Supportati da Louis Rigaud (noto designer francese autore di Oh! Mon Chapeau, app vincitrice del Bologna Ragazzi Digital Award 2017), le varie attività hanno avuto come scopo la realizzazione di un’app progettata e costruita assieme alla comunità locale, attivando bambini e bambine, adolescenti, insegnanti e famiglie.

Dalle scuole dell’infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado, piccoli e grandi hanno messo mano a colori, carta e forbici e le loro creazioni sono diventate gli elementi grafici alla base dello sviluppo del progetto. A conclusione della settimana il loro lavoro è risultato nell’app Floris.

In Floris il giocatore esplora un giardino virtuale alla ricerca dei vari insetti che lo abitano; ogni insetto scoperto porta alla nascita di nuovi fiori, che vanno a popolare un habitat sempre in crescita. Ma ciò che rende unica Floris è la possibilità per i giocatori di diventare essi stessi creatori: disegnando un insetto su carta, lo si può digitalizzare con la fotocamera del cellulare e aggiungere al mondo di gioco. Il giardino creato dai bambini e ragazzi di Paularo è diventato così il giardino di tutti, esplorabile da giocatori di tutto il mondo.

Floris sarà disponibile su App Store e Play Store dal mese di giugno 2019.