Dopo la formazione dei formatori a Girona, le proposte didattiche del progetto MARIAN sono entrate nelle classi italiane. Tra febbraio e maggio 2026, insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo grado hanno sperimentato attività che intrecciano matematica, materiali, arte, natura, movimento e tecnologie creative. Un passaggio importante del progetto: dalla formazione condivisa alla pratica quotidiana in classe.

Le esperienze realizzate sono state poi condivise durante l’incontro europeo di Sofia, dove insegnanti e partner hanno potuto confrontarsi su ciò che è accaduto nelle scuole, raccogliendo spunti preziosi per migliorare la guida per insegnanti e preparare la prossima fase di formazione nazionale.

In Italia, le attività hanno coinvolto diverse scuole già attive nel percorso MARIAN: l’Istituto Comprensivo Coldigioco-Mestica di Cingoli – Scuola primaria Villa Strada, l’Istituto Comprensivo Via IV Novembre di Cornaredo – Scuola secondaria di I grado Curiel, l’Istituto Comprensivo Foligno 2 – Scuola primaria Montessori, e l’Istituto Comprensivo Marconi-Sacchetti Sassetti di Rieti – Scuola primaria a indirizzo Montessori.

Nelle classi, la matematica è diventata qualcosa da osservare, costruire, misurare, trasformare. Linee, alberi, nuvole, fuochi d’artificio e figure in movimento hanno accompagnato bambine, bambini, ragazze e ragazzi nella scoperta di concetti geometrici, misure, simmetrie, trasformazioni, pattern e relazioni.

Partire da un segno

Con Una linea, il percorso ha preso avvio dall’arte e dal gesto: tracciare, proseguire, trasformare, comporre. Linee rette, curve, spezzate, aperte e chiuse sono diventate strumenti per costruire ritmo, direzione, spazio e relazioni. La linea non è stata solo un contenuto geometrico da riconoscere, ma un segno capace di attraversare il foglio, organizzare lo spazio e creare connessioni.

Nelle attività cooperative, bambine e bambini hanno sperimentato che anche un elemento apparentemente semplice può aprire molte possibilità di pensiero. Una frase raccolta in classe lo racconta bene: “Guarda quante cose si possono fare con una linea!”

Osservare la matematica nella natura

Con L’architettura degli alberi, alberi, rami, cortecce e foglie sono diventati occasione per osservare linee, angoli, simmetrie, proporzioni e forme che si ripetono.

Le classi hanno lavorato a partire dall’osservazione diretta, dal disegno, dalla costruzione di modelli e da riferimenti artistici e scientifici. L’albero è diventato così un ponte tra matematica, scienze, arte e ambiente: una forma viva da osservare, ma anche una struttura da leggere attraverso il linguaggio della geometria.

Anche Misurare le nuvole ha portato in classe una matematica legata all’osservazione. Le nuvole, con le loro forme irregolari e mutevoli, sono diventate oggetti da descrivere, disegnare e misurare.

Ragionare sui loro contorni e sulle loro superfici ha significato confrontarsi con stime, approssimazioni, perimetri e aree. Misurare una nuvola sembra impossibile, e proprio per questo diventa interessante: invita a cercare strategie, a discutere e a capire che la matematica può aiutare anche quando le forme non sono perfette o regolari.

Una geometria che si muove

Con Geometria in movimento, forme e figure sono state esplorate attraverso il corpo, lo spazio, il movimento e la costruzione. In alcune classi, il percorso si è intrecciato con i mobiles di Alexander Calder e con le “macchine inutili” di Bruno Munari. Le figure sono state costruite, sospese, ruotate, osservate nel loro equilibrio e nelle loro trasformazioni.

La geometria non è rimasta ferma sulla pagina: è diventata qualcosa da esplorare con gli occhi, con le mani e con il movimento. Figure, rotazioni, simmetrie e trasformazioni hanno trovato una forma concreta, mobile, visibile.

Anche La matematica dei fuochi d’artificio ha offerto un punto di partenza sorprendente: fuochi d’artificio, mandala, forme naturali e strutture radiali hanno aiutato a osservare centro, raggio, diametro, simmetrie e angoli attraverso immagini, composizioni e materiali.

Cosa è emerso dalle classi

Dalle prime esperienze italiane emerge una matematica più concreta, più visiva e più partecipata.

Quando i concetti passano attraverso materiali, immagini, natura, arte, movimento e tecnologie creative, studenti e studentesse sembrano entrare più facilmente nel lavoro. Le attività hanno favorito curiosità, collaborazione, discussione, problem solving e partecipazione.

In tutte le attività sperimentate — da Una linea a Triangoli magici, da L’area del cerchio a Quadrati: dal modello alla formula — emerge l’importanza di offrire più strade per entrare nella matematica: il gesto, l’immagine, il materiale, il movimento, la parola, il ragionamento.

Un elemento particolarmente importante riguarda l’accessibilità. Proporre più modi per incontrare un concetto significa offrire a ciascuno la possibilità di trovare una strada. In classe, queste strade possono incontrarsi: chi parte dal fare, chi dall’osservare, chi dal costruire, chi dal nominare, chi dal formalizzare.

MARIAN non propone di semplificare la matematica, ma di renderla più significativa: più vicina all’esperienza, più aperta alla scoperta, più capace di valorizzare diversi modi di pensare e apprendere.

Verso la prossima fase

Le esperienze realizzate nelle scuole italiane contribuiranno, insieme a quelle degli altri Paesi partner, al miglioramento della guida per insegnanti e alla preparazione delle prossime attività di formazione nazionale.

Dopo il confronto europeo di Sofia, il progetto MARIAN prosegue ora verso una nuova fase: consolidare gli strumenti sviluppati, accompagnare il lavoro dei docenti e continuare a costruire una matematica più inclusiva, concreta e significativa.