Parco “Alberto Manzi”
Tra marzo e aprile 2026, 4 classi di scuola primaria e 4 sezioni di scuola dell’infanzia di Cattolica hanno partecipato ad un progetto di rigenerazione del parco “Alberto Manzi”. L’iniziativa ha trasformato le crepe del Parco degli Antichi Pozzi in una favola urbana collettiva, intitolando lo spazio al maestro Alberto Manzi, e ha visto i bambini e le bambine protagonisti di un percorso di cura e cittadinanza attiva, che ha ripensato lo spazio pubblico come luogo di memoria e creatività.
Il progetto si è articolato in due incontri. Nel primo, l’atelierista ha guidato i bambini nella lettura di albi illustrati come Miramuri (Alessandro Sanna, Massimiliano Tappari), Cerca cerchi (Chiara Carminati, Massimiliano Tappari), Occhio ladro (Chiara Carminati, Massimiliano Tappari) e LookBook (Tana Hoban), per allenare l’immaginazione a vedere oltre la realtà. Le crepe della stradina del parco sono diventate castelli, strade, animali e molto altro, e ogni bambino e bambina ha disegnato la propria interpretazione a partire dalle fotografie delle crepe reali. L’atelierista ha incoraggiato i bambini e le bambine a guardare le crepe da diverse prospettive, suggerendo di girare le fotografie o di partire da ciò che più li ispirava. Alcuni, inizialmente in difficoltà, hanno trovato idee originali dopo aver osservato meglio le immagini, mentre altri hanno proposto soluzioni creative, come ribaltare o ruotare le fotografie per trovare nuove ispirazioni. Un bambino, ad esempio, ha notato che girando una foto, la crepa somigliava a una farfalla, mentre un altro ha disegnato uno struzzo dopo aver sfogliato i libri per trovare l’animale che aveva in mente.





Nel secondo incontro, le classi e le sezioni si sono ritrovate nell’area del parco per riprodurre a terra, direttamente sulle crepe, i disegni realizzati durante il primo appuntamento. L’obiettivo era riempire la stradina di disegni di grande dimensione, permettendo ai bambini e alle bambine di riappropriarsi dello spazio attraverso un intervento grafico-pittorico.





I laboratori hanno evidenziato in tutti i gruppi una curiosità vivace e una capacità di immaginazione straordinaria. I bambini e le bambine hanno proposto idee originali e indipendenti, trasformando le crepe in elementi fantastici. Hanno anche dimostrato una forte necessità di condivisione, con momenti di collaborazione spontanea e una capacità organizzativa notevole.
L’arte si è confermata uno strumento per riappropriarsi degli spazi pubblici in modo creativo e partecipato. Il progetto ha quindi offerto un’esperienza di crescita collettiva, in cui ogni contributo era valorizzato e la fantasia dei bambini si trasformava in azione concreta, preparando il terreno per l’inaugurazione del parco, dove le loro creazioni sono diventate parte di una storia condivisa.


Martedì 21 aprile, in occasione della Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione, il parco è stato intitolato ad Alberto Manzi. Alla cerimonia hanno partecipato il vicesindaco e assessore alle politiche educative Federico Vaccarini, la dirigente scolastica Maria Grazia Lorusso, la responsabile del Centro Zaffiria e del Centro Alberto Manzi Alessandra Falconi, la ex-responsabile del LaVoratorio di educazione all’immagine Valeria Belemmi e la nuova responsabile Mara Fraternali, insieme alle classi e sezioni coinvolte nel progetto. I bambini e le bambine hanno interrato piante aromatiche perenni come lavanda, rosmarino ed elicriso, lasciando un segno tangibile del loro impegno.





