Da gennaio a marzo 2026, il LaVoratorio di educazione all’immagine di Cattolica (RN) ha ospitato Natura in laboratorio, un percorso di esplorazione artistica e digitale a cui hanno partecipato circa 24 bambini e bambine della scuola dell’infanzia e della primaria, accompagnati dalle loro famiglie. Gli incontri, suddivisi in tre appuntamenti mensili, si sono articolati in tre filoni principali: Mani d’artista, L’atelier digitale e Dipingere la natura, ognuno con attività pensate per stimolare l’osservazione, la creatività e l’autoralità di bambini e bambine.

Nel primo ciclo, Mani d’artista, i bambini si sono ispirati a metodologie e suggestioni di formatori come Gioia Marchegiani (illustratrice), Mao Fusina (architetto) e Cyrille Saint-Cricq (Ateliers pédagogiques di Mulhouse – Francia). A gennaio, hanno dipinto cieli nuvolosi, poi piegati e tagliati per trasformarli in piccoli libretti, ognuno con una storia inventata apposta per quel cielo. A febbraio, lavorando con l’argilla su vecchie cartine geografiche di Cattolica, hanno costruito la città dei loro sogni, aggiungendo elementi che, secondo loro, avrebbero reso lo spazio più vivo, bello e personale: un torrente, alberi, una barca, un vassoio di caramelle, un lampione, un libro, un trofeo per lo stadio, o persino abitanti giganti per una piccola città. A marzo, ispirati dal libro Cerca cerchi di Tappari e Carminati, hanno modellato con l’argilla forme circolari, immaginando le loro infinite trasformazioni, da un piatto di spaghetti a un animale marino, dimostrando una straordinaria capacità di reinventare la realtà attraverso il gioco.

Nel secondo filone, L’atelier digitale, i bambini hanno esplorato le potenzialità del digitale per dare vita alla loro creatività. A gennaio, con l’app Floris del Centro Zaffiria e i materiali Italiantoy, hanno osservato insetti e fiori, per poi inserirli in un prato virtuale e giocare insieme. A febbraio, hanno sperimentato l’animazione con StopMotion Studio, creando brevi storie immaginarie attraverso il collage e la tecnica dello stop-motion, come la storia di un cielo notturno in cui un pallino giallo esplode e si moltiplica e crea i suoi amici per non sentirsi più solo, o quella di uno stelo che cresce fino a diventare un fiore sotto la pioggia. A marzo, con l’app TROPE, a cui ha collaborato Brian Eno, hanno abbinato suoni alle forme del loro alfabeto visivo, scoprendo come ogni elemento potesse diventare parte di una narrazione poetica o di una storia inventata.

— Qui sono visibili i video realizzati con StopMotion Studio: https://youtube.com/playlist?list=PLLmwKKe1fL0ryXlzTIwG9DSlKYviyw_3-&si=BkOpbXD5az3_1gXu 

Infine, Dipingere la natura ha portato i bambini a sperimentare tecniche pittoriche e osservative. A gennaio, ispirati da Bruno Munari e dal suo Disegnare il sole, hanno riempito fogli di luce e calore, disegnando il sole in infinite varianti. A febbraio, hanno scoperto una tecnica particolare: “tirare” la pittura con pennelli quasi asciutti per creare effetti inaspettati, lasciandosi sorprendere dai risultati. A marzo, partendo dal libro These colours are bananas, hanno ritratto un elemento naturale, annotando tutte le sue sfumature oltre gli stereotipi, e impaginato il lavoro unendo il ritratto dell’oggetto alle sue molteplici tonalità.

Le attività hanno svelato la capacità dei bambini di collaborare, sia tra coetanei che con gli adulti, e di trasformare materiali semplici in mondi ricchi di significato. Le loro creazioni hanno mostrato come il gioco e la creatività siano strumenti potenti per sviluppare competenze, esprimere emozioni e immaginare soluzioni innovative, dimostrando che anche in spazi e tempi limitati, l’arte sa aprire orizzonti infiniti e modalità di partecipazione inedite.