Vivai di comunità nasce in Valmarecchia come progetto comunitario che mette al centro la cura della terra e delle relazioni sociali. Nei primi mesi di attività, 300 bambini e bambine sono stati i protagonisti di questo processo: attraverso esperienze laboratoriali e partecipative, il progetto ha portato alla creazione della mostra gioco “Terra” dove scuole e famiglie possono sperimentare nuove modalità di stare insieme.

Coinvolgendo le scuole dell’infanzia e della primaria dell’IC di Novafeltria, sono stati sviluppati tre percorsi che intrecciano natura, arte e poesia.


Intrecciare il salice come artigiani 

Attraverso l’esplorazione della natura che abita i giardini delle scuole, i bambini e le bambine hanno avviato un percorso sul rapporto tra corpo e ambiente. Osservare, accarezzare, cercare e raccogliere sono i gesti che hanno guidato le prime fasi del laboratorio.
Lavorando con le mani, hanno esplorato le proprietà flessibili del salice e il colore vivo dei petali, osservati come materia vivente da leggere e comprendere.
Un’antica tradizione artigianale ha rivelato possibilità e ispirato i gesti: attraverso la pratica dell’intreccio, i rami di salice si sono trasformati in strutture leggere, condivise e immaginarie.


Inni alla Terra 

Guidati dalle parole della scrittrice Silvia Vecchini, il laboratorio ha invitato i bambini e le bambine ad ascoltare la terra attraverso i sensi. Ci siamo chiesti: che rumore fa l’erba? Che sapore ha l’argilla? Mani, occhi, naso e lingua diventano strumenti di esplorazione sensoriale della terra che sostiene i nostri passi.

Le percezioni sono state trasformate in poesie impresse su sassi di fiume, raccontando una terra amica capace di “profumare di fragole” e “avere il sapore del mare”.

Le parole diventano naturale continuazione del fare, trasformando le sensazioni del corpo in piccoli inni alla terra.


I paesaggi bizzarri 

Ispirandosi ai lavori di David Hockney, i bambini e le bambine hanno lavorato sull’osservazione e l’interpretazione del paesaggio, sperimentando una rappresentazione libera di forme e colori: un albero può diventare blu, un prato rosso e un sole verde. Attraverso la tecnica del collage, la carta è stata strappata e ricomposta in nuove configurazioni, dando vita a paesaggi frammentati e immaginati.
In questo processo, il paesaggio si è configurato non solo come immagine, ma come esperienza di lettura sensibile e coloratissima della Valmarecchia.

La mostra-gioco è aperta fino a fine giugno, consulta gli orari di apertura e le modalità di iscrizione a questa pagina.