Media Education
 
Educare ai media e alla tecnologia è avvertita come una urgenza da educatori, docenti, genitori: bambini e adolescenti vivono in un mondo fatto di aspetti analogici e digitali, di relazioni in spazi reali e virtuali. Aspettative, sogni, narrazioni, comprensione del mondo e di se stessi passano sempre più da immaginari e da forme che hanno a che fare con gli strumenti che hanno in mano già da piccolissimi: tablet, tv, cellulari, computer… In questa sezione raccogliamo la documentazione dei progetti realizzati perché possano essere di ispirazione ad altri.
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Media Education
 
We work with children and adolescents, with schools and in extra-school time. One of our projects, Extramedia (for 4-8 years old children), was awarded with the Evens Prize for Media Education 2013, praising:

“The winning project for its innovative media education activities for young children, with the active involvement of their parents and grandparents”

Dammi una possibilità – Videolettera #nodrugstobecool

Reagire sorridendo è già vincere in partenza” è la frase che M. ha deciso di disegnare nella videolettera nata da uno dei laboratori di #nodurgstobecool.

Nell’ambito del progetto #nodrugstobecool, sono state coinvolte le classi IV P e IV Q dell’Istituto professionale per l’industria e artigianato Giancarlo Vallauri di Carpi.

Con i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, sono state osservate opere d’arte di street artist, commentandole insieme e rilevando diversi stili e approcci, interrogandosi anche sui temi della comunicazione, della cittadinanza, della necessità d’espressione e delle modalità che possono essere utilizzate.

Ai ragazzi sono stati distribuiti dei biglietti con delle brevi domande (es. il colore che ti piace indossare, il proverbio che hai usato più volte, una cosa che non vuoi sentir dire,…) alle quali hanno risposto in maniera anonima e personale. Dopo averli raccolti, i biglietti sono stati ridistribuiti ai gruppi in maniera casuale, generando quindi il profilo di una persona a partire dalle risposte date dai ragazzi.

A partire da queste suggestioni, i ragazzi hanno inventato una persona, cercando di immaginarne età, sesso, nome, occupazione, interessi, aspetto e tutto ciò che veniva loro in mente.
Una volta completato il profilo immaginario, un’operatore del Centro Zaffiria ha disegnato per loro i personaggi su dei grandi fogli, illustrando tutti i dettagli che i ragazzi hanno pensato. I personaggi sono stati disegnati in bianco e nero, senza niente attorno.

Successivamente con i ragazzi è stata letta una pagina estratta dal libro Non ho mai avuto la mia età di Antonio Dikele Distefano. In questo breve estratto, il protagonista racconta di alcuni momenti della sua infanzia, in particolare delle difficoltà di operare scelte personali e ragionare indipendentemente, in quanto soggetto all’influenza del gruppo di amici con cui passa gran parte del tempo.

Sulla base del testo, e di una successiva riflessione collettiva sul suo contenuto, i ragazzi hanno “dato voce” ai loro personaggi attraverso il disegno: ispirandosi alla street art si sono espressi riempiendo lo spazio attorno al loro personaggio di pensieri e disegni.

Terminata la parte di disegno, hanno realizzato fotografie e video dei loro lavori e hanno registrato vocalmente i testi scritti da loro, per comporre infine una video-lettera collettiva con i messaggi e i pensieri maturati e da loro espressi durante l’esperienza.

Le lune nel pozzo – Anteprima per la città

Domenica 16 dicembre la ludoteca Le lune nel pozzo ha aperto le sue porte per una breve anteprima alla città di Rimini.

Due installazioni interattive hanno accolto i bambini e le bambine negli spazi dedicati alla nuova ludoteca al primo piano della scuola elementare “L. Ferrari” in via Gambalunga 106. Nella prima installazione veniva chiesto ai bambini di reinterpretare, seguendo la loro fantasia, alcuni personaggi dell’illustratrice Camilla Falsini (che accompagnano anche l’entrata alla ludoteca con un grande murales esterno); terminato il disegno, questo veniva scansionato e diventava uno dei protagonisti di una video proiezione.
Su una seconda parete, invece, i bambini avevano la possibilità di far apparire e scomparire diverse forme e suoni toccando alcune sagome dipinte sul muro con vernice conduttiva: tenendosi per mano, nuove combinazioni visive e sonore venivano scoperte giocando insieme.

In entrambe le installazioni, la partecipazione attiva dei bambini era quindi parte integrante e fondamentale per dare senso all’opera, innescando un meccanismo virtuoso in cui la creatività getta le fondamenta per nuove possibilità educative.

Altri giochi come il “puzzle” dei personaggi di Falsini o la proiezione di personaggi tra luci e ombre erano poi disponibili in altre zone dello spazio: analogico e digitale hanno permesso ai bambini, alle bambine e alle loro famiglie di vivere in modo nuovo, in un quartiere speciale, uno spazio ridisegnato sulla curiosità dei più piccoli.

La risposta dell’utenza è stata entusiasta, e non vediamo l’ora di attivare il calendario delle attività a partire da gennaio!

Andar per boschi

Con il gioco di italiantoy Carlo Elle i bambini, con colori a cera o pastelli, catturano le texture degli alberi e delle foglie con la tecnica del frottage.

Attraverso la nuova App gratuita Andar per boschi quegli alberi possono essere fotografati, circondati di animali e diventare parte di un vero e proprio bosco animato!
Le animazioni possono anche essere esportate in formato mp4.

Scaricala tramite

 

Silence Hate: Percorso di formazione per docenti di scuola primaria e secondaria

Obiettivo
Il corso di formazione mira a fornire ai/alle docenti strumenti di analisi e strumenti operativi per riconoscere, prevenire e combattere l’odio, online e offline.
L’incitamento all’odio in quanto tale non è un problema nuovo nel dibattito sui diritti umani, ma l’impatto della sua dimensione su Internet dà molti motivi di preoccupazione ed è attualmente al centro del dibattito pubblico. Il fenomeno dell’hate speech è complesso: i giovani rischiano di essere maggiormente esposti, sia per il massiccio uso dei social sia per la scarsità(o la mancanza) di situazioni in cui prendere consapevolezza del discorso d’odio.
La formazione vuole rispondere al bisogno degli/delle insegnanti di trovare delle idee per affrontare questo fenomeno con i propri studenti, attraverso l’educazione ai media, l’approccio interculturale e il coinvolgimento attivo dei ragazzi e delle ragazze.

 
PROGRAMMA SCHEMATICO
*per indicazioni precise sotto sono disponibili i programmi specifici per ogni tappa della formazione

GIORNO 1
– Benvenuto
– Che cos’è il discorso d’odio? Analisi del fenomeno fra online e offline
– L’approccio interculturale come strumento di contrasto al discorso d’odio

GIORNO 2
– Costruzione partecipata di percorsi educativi per il contrasto al discorso d’odio online
– SilenceHate: i discorsi d’odio, i giovani e una proposta di approccio pedagogico

GIORNO 3
– Come lavorare in classe contro i discorsi d’odio, presentazione e laboratorio
– Scambio di buone pratiche
– Valutazione partecipativa
– Conclusione

 
DOVE E QUANDO

PADOVA
(Sala Africa presso Missionari Comboniani, Via S. Giovanni di Verdara 139)
16-17-18 ottobre 2018
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BOLOGNA
14-15-16 novembre 2018
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Le iscrizioni per la formazione di Bologna sono chiuse per raggiungimento limite posti.

FIRENZE
4-5-6 dicembre 2018
Consulta il programma dettagliato
> iscriviti