Circa 20 bambini e bambine hanno osservato la natura che li circonda durante passeggiate e momenti dedicati all’esplorazione con microscopi digitali e fotocamera del tablet. A partire dai loro occhi, attraverso l’antica tecnica fotografica della cianotipia e la rielaborazione con il collage, hanno costruito piccoli paesi immaginari ispirati a Le città invisibili di Italo Calvino che, trasformati in piccole animazioni digitali, offrono il loro nuovo sguardo sull’ambiente che li circonda.

Durante il percorso è stato prodotto un elaborato audiovisivo, fruibile sul canale YouTube del Centro Zaffiria al seguente link:

STRUMENTAZIONE E MATERIALE DI SUPPORTO AL PERCORSO

Per quanto riguarda la strumentazione tecnico-digitale, durante l’intero percorso abbiamo utilizzato circa 6–9 tablet, 3 microscopi digitali a connessione wifi, 1 proiettore con collegamento al PC. Inoltre, abbiamo utilizzato anche il gioco didattico Zoe Ci (Italiantoy, Centro Zaffiria).

Per quanto riguarda le applicazioni e i software digitali, durante l’intero percorso abbiamo utilizzato: UniLab (app di collegamento ai microscopi digitali), Andar per boschi (app di Centro Zaffiria), Stop Motion Studio (app di Cateaters), fotocamera integrata nei tablet, microfono e app di registrazione audio integrati nei tablet.

Per quanto riguarda i libri e gli albi illustrati, durante l’intero percorso ci siamo fatti accompagnare da: Le città invisibili (Italo Calvino), Look Book (Tana Hoban), Il giardino blu (Fiona Robinson), Dove crescono gli alberi (Yoon Kang-mi).


1° giorno

Dopo un giro di presentazioni, iniziamo la nostra piccola avventura con un gioco. Leggiamo insieme l’albo fotografico Look Book (Tana Hoban) e iniziamo a riflettere su come ci appare il mondo che ci circonda: da vicino non vediamo le stesse cose che vediamo da lontano, e spesso si nascondono mondi immaginari in piccoli dettagli e piccole porzioni di realtà. Da qui, proseguiamo la ricerca con i microscopi digitali e i tablet: indaghiamo l’ambiente naturale che ci circonda fotografandolo da lontano e da molto vicino. Osserviamo al proiettore le immagini che abbiamo catturato con i microscopi e giochiamo a indovinare e immaginare che cosa potrebbero essere.

Infine, concludiamo la giornata con un lavoro grafico-pittorico ispirato ad un atelier di Elena Iodice. Copriamo con gli acquerelli dei fogli bianchi, stendendo delle campiture di colore. Strappiamo poi in tanti pezzetti ogni foglio, e mettiamo in comune con l’intero gruppo quello che abbiamo ottenuto. Con i pezzetti colorati componiamo dei paesaggi, avendo l’accortezza di guardare dove inizia e finisce il lavoro del mio vicino, in modo da ottenere infine un unico grande paesaggio composto da ciascuno dei paesaggi creati da bambine e bambini.

Ci piace passare da una dimensione individuale a una dimensione collettiva, dove il lavoro di ciascuno e ciascuna contribuisce a creare un’opera di collaborazione, condivisa da tutti e tutte.

2° giorno

Il secondo giorno inizia con la lettura di Il giardino blu (Fiona Robinson), che ci introduce all’antica tecnica fotografica della cianotipia.

Alcune delle foto scattate al microscopio ieri sono state trasformate in negativi e stampate su acetati trasparenti, che diventeranno le matrici delle nostre stampe in cianotipia. 

Ci divertiamo a sperimentare con la luce, il tempo, le matrici e le foglie, l’acqua e i colori ad acquerello, per ottenere risultati inaspettati e sorprendenti. Tutte le cianotipie sono state poi ritagliate dai bambini e dalle bambine in varie forme, aiutati anche dal gioco didattico Zoe Ci (Italiantoy, Centro Zaffiria).

Infine, sperimentiamo a piccoli gruppi l’app Andar per boschi (Centro Zaffiria), che ci permette di osservare l’ambiente che ci circonda attraverso l’elemento grafico delle texture, con cui possiamo comporre dei paesaggi poetici digitali animati.

3° giorno

Questa giornata è dedicata alla realizzazione di un elaborato audiovisivo conclusivo del percorso e all’allestimento di una piccola esposizione collettiva nel giardino della Biblioteca per raccontare alla comunità di Novafeltria il percorso svolto dai partecipanti della summer school.

Introduciamo il lavoro di questa giornata leggendo una delle città invisibili di Italo Calvino, Bauci: città introvabile, costruita su alti trampoli, abitata da persone che hanno un rapporto speciale con la Natura. A partire da questo racconto, bambine e bambini hanno composto con il collage delle piccole architetture montate su spiedini di legno. Divisi in piccoli gruppi, filmiamo in stop-motion con Stop Motion Studio (Cateaters) la comparsa e scomparsa di tante piccole città nate nel giardino della biblioteca. In un secondo momento queste animazioni vengono montate in un unico video collettivo che ha come narrazione proprio la lettura di Bauci da Le città invisibili di Calvino.

In questo modo chiudiamo il cerchio della nostra ricerca sull’ambiente: le nostre prime esplorazioni al microscopio si sono trasformate in cianotipie, che sono diventate la base per nuovi paesi immaginari e poetici da far nascere nel luogo in cui ci troviamo.

Concludiamo il nostro percorso allestendo una piccola esposizione di tutte le sperimentazioni fatte durante questi tre giorni: le fotografie al microscopio, il paesaggio fatto di strappi, le città in cianotipia. Il tutto accompagnato dai tablet che mostrano il video realizzato insieme, da un QRcode che rimanda al video su YouTube, dai libri che hanno guidato le nostre ricerche, e dai bambini e dalle bambine che hanno partecipato e che hanno raccontato con entusiasmo il loro lavoro insieme.